Processo di consapevolezza 4… La saggezza del tempo che passa

“Quando stai attraversando quella soglia del tempo che va verso la vecchiaia… verso la morte… fa paura… fa davvero paura. è inutile che ti racconti storie… fa paura.
Anche quando sono entrata in menopausa ho sentito come un lutto, qualcosa era finito, morto per sempre e cosa mi aspettava dopo?

Ma forse la paura non parte dalla morte, ma dall’idea che ha la mente della morte, che percepisce il corpo non più come una volta, dall’identificazione col corpo, la mente sa che non può più contare sul corpo come una volta, che non sei più invincibile come quando eri giovane, non puoi più strafare, le tue energie fisiche stanno scadendo… E mentre senti la decadenza del corpo una parte saggia della mente inizia a viaggiare su altri binari, la mente si arrende… si mette a disposizione del cuore, di una nuova consapevolezza, e ti accorgi giorno per giorno che non sei il corpo, perché come può una mente così potentemente creativa vivere in un corpo che decade, che prima o poi si dissolverà, diventerà cenere e tornerà alla terra… Eppure è così.

L’invecchiamento fisico non impedisce di continuare a crescere nello spirito, anzi lo rafforza, lo espande.

L’anima ha fatto così tante esperienze che si sente appagata e anche se una parte di te ha ancora paura della morte… L’anima ti spinge a continuare a sperimentare, a nutrirsi di vita… di vite…

Questa è la grande illusione che viviamo, da una parte sperimentiamo per raccogliere informazioni, dall’altra pensiamo che con la morte tutto questo finisca. Ci sentiamo separati, è doloroso.

Vivere con la consapevolezza di essere separati può creare un dolore ancora più profondo di quando non ne siamo consapevoli, è un dolore che non puoi descrivere, hai ormai esperienza di vari tipi di sofferenza che ti attraversano grazie all’identificazione di questo o quello che hai già vissuto tante volete, ma non è più come prima, è molto diverso.

La qualità della sofferenza che deriva dalla consapevolezza di sentirti separato, ti porta in un altro Stato dell’Essere, dove provi una tale tenerezza per te stessa che inizi a guardare il fuori come parte integrante di te.

E puoi iniziare davvero a prenderti cura di te. Non sarà più un fatto mentale, ossia che razionalmente sai sia importante farlo, ma inizierai ad agire da quello spazio che accoglie e ama la tua fragilità e sa che nessuno meglio di te può farlo.

Questo cambia completamente la qualità della vita e il modo di vivere e la realtà intorno a te, il modo di comprendere come si sta dispiegando davanti ai tuoi occhi, al tuo sentire, le cose del mondo.

Si apre una nuova comprensione delle cose, un assoluto non giudizio, e anche se apparentemente sembra che qualcosa sia contro di te, ti accorgi di aver proiettato una visione separata, irreale, illusoria, e che fino a quel momento è stato comodo perché la mente era quella di una bambina bisognosa di un salvatore, di qualcuno che venisse ad occuparsi di te, a soccorrerti, bisognosa di un Dio o di qualcuno a cui aggrapparsi.

A quel punto ti accorgi che continuando a vivere con questa nuova consapevolezza di te inizi a sentirti parte di quel Dio, di quella coscienza unica, una unicità parte integrante di quel Dio.

Come se Dio fosse il tuo corpo e tu una cellula di esso, quella cellula è unica in se stessa con una funzione unica, eppure parte di quell’unico corpo che non potrebbe esistere senza quella piccola cellula.
Così in cielo così in terra. Così nel grande così nel piccolo.

E allora cosa può aiutarci in questo viaggio verso…la morte?

Assorbire tutto quel disagio che può scaturire dal senso di separazione nel cuore, praticare in ogni momento della tua vita la magia e la potenza del respiro nel cuore, che trasforma e sostiene quel nuovo processo di consapevolezza che ti porta a sentirti parte di un’unica fonte… E allora la parola morte cambia completamente il significato, e puoi accogliere ogni giorno sempre di più la bellezza di quel processo, di quel passaggio, con una nuova saggezza, e gratitudine, e un profondo rispetto per la vita e per questa opportunità che hai scelto di incarnare”

Grazie di accogliere

Cinzia

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